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LA STORIA DAL 2004 AD OGGI
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L'avvento di Aurelio De Laurentiis, dalla Serie C alla Champions fino alla conquista della Coppa Italia. E la storia continua...

Si fa avanti Luciano Gaucci, patron del Perugia. Arriva al Napoli e c’è chi lo acclama, ma non ha i mezzi necessari per accedere al Lodo Petrucci e ridare dignità alle speranza dei napoletani che quotidianamente affollano Piazza Municipio. Sono ore di ricorsi e di tensioni forti. I calendari non vengono  compilati, saranno poi diramati con delle ‘x’ e molte incognite: il Presidente della FIGC,  Franco Carraro,  viene convocato a Napoli: in discussione è se il titolo della B possa o no essere revocato dal Palazzo del Calcio o non costituisca invece patrimonio della società in fallimento, e, quindi,  nella disponibilità del curatore. Il problema di fondo, al di là delle disquisizioni giuridiche, è che il calcio sta rischiando di scomparire a Napoli.

Riflettori e attenzione sono puntati sulla "piazza", sulle polemiche, anche politiche, che il "caso Napoli"  suscita e alimenta. In questo scenario compare all’improvviso il produttore cinematografico Aurelio de Laurentiis. Aveva già tentato qualche anno prima di rilevare il Napoli da Ferlaino, con un’offerta disattesa di cento miliardi. Ora ritorna alla carica, forte di un progetto risolutivo e decisivo. La situazione va risolta in tempi strettissimi. In Svizzera si è incontrato con il Direttore Generale e Consigliere dell’Udinese Pier Paolo Marino, e con lui ha stretto un patto di ferro, per riportare il calcio a Napoli, anzi per restituire il Napoli al grande calcio. Per  Marino è un ritorno tra applausi, lui era nel Napoli nella Stagione del primo Scudetto. Lascia una Udinese lanciata bene ed economicamente molto ben assestatata per ritentare l’avventura Napoli. Per De Laurentiis è l’esordio nel calcio, una grande scommessa. Aurelio De Laurentiis, figlio d’arte, è campano. Ha fondato  nel 1975 la FilmAuro nei cui listini, tra produzione e distribuzione, figurano più di 300 titoli. Ideatore di cicli di film che si sono rivelati autentici “blockbuster”, classificandosi tra i primi cinque maggiori incassi di ogni anno. Azionista di Cinecittà, Presidente dei Produttori Cinematografici Italiani. E’ lui l’Uomo Nuovo del Napoli, l’Uomo della Provvidenza. Gli bastano pochi giorni per risolvere un "caso" che da mesi fa bollire la "piazza". Versa 30 milioni di euro in tribunale, fonda Napoli Soccer, ne presenta l’ambizioso progetto e ne affida l’esecutività a PierPaolo Marino, iscrive la squadra, completata nel giro di qualche giorno, al Campionato di Serie C1, chiama in panchina Giampiero Ventura che dopo pochi mesi viene sostituito da Edy Reja. E’ cominciato un nuovo ciclo nella Storia del più grande Club del Sud.

Ritorna il Napoli. Primo Campionato, finale ai Play Off con l’Avellino, promozione sfiorata già al primo tentativo. Conquistata al secondo, con una formazione che avrebbe meritato ben altre platee.

Nuovi e importanti acquisti, un potenziamento continuo con l’ingaggio dei migliori calciatori sul mercato. Il Napoli si ripresenta nella Stagione 2006/07, ai nastri di partenza, stavolta con il suo vecchio nome, Società  Sportiva Calcio Napoli, e con un obiettivo più prestigioso, la Serie A.

Impresa che riesce il 10 giugno 2007. Il Napoli pareggia a Genova e sale a braccetto con i “cugini” grifoni in Serie A. Una promozione esaltante che riporta in città l’entusiasmo dei tempi d’oro. La squadra è accolta da una marea di tifosi che si riversa in strada come a rievocare i fasti del Napoli maradoniano.

E’ ufficialmente l’inizio del Rinascimento Napoletano. Arrivano Lavezzi, Hamsik ed una squadra capace di conquistare al primo anno l’Europa, dopo un’attesa che durava da 14 Stagioni e quasi 5.000 giorni.

Il sogno europeo, però, svanisce con l’eliminazione nei preliminari Uefa con il Benfica. Ma è solo una prova generale, perché il Napoli rilancia le sue ambizioni nella stagione seguente. Il tecnico è Roberto Donadoni. Arriva l’estate di ricostruzione e speranza. Poi l’autunno di illusione e falsa partenza. Fino alla rivoluzione di Ottobre con l’avvento in panchina di Mazzarri. Il Soul Man, il Walter Ego della riscossa azzurra. L’esaltazione dell’Anima, l’Elogio della Follia e la rimonta sui sogni. Il Napoli riconquista l’Europa League dopo un’esaltante rimonta. Gli azzurri tornano sul palcoscenico continentale. Fino alla stagione più luminosa dell'ultimo ventennio azzurro: 2010/2011

Un anno che resterà per sempre marchiato a caratteri cubitali nella storia napoletana. Il Napoli dopo una meravigliosa cavalcata riconquista l'ingresso Champions League dalla porta principale.In sette stegioni la C di Costruzione si è trasformata nella C di Champions. Dalla C di ceneri alla C maiuscola dei Campioni.Un volo magnifico tradotto con assoluta icasticità nel volo di Aurelio De Laurentiis portato in trionfo dalla squadra. Lui è stato il Simbolo, il Padre, il Patron, il Presidente del Rinascimento napoletano che oggi urla un Grazie grande così alla Passione invincibile della sua gente. Una avventura che culmina nella stagione 2011/2012 con il primo trofeo dell'Era De Laurentiis: la Coppa Italia. Il 20 maggio 2012 è una data da affidare alla storia. Il Napoli batte la Juventus all'Olimpico per 2-0. Segnano Cavani e Hamsik. Il capitano Paolo Cannavaro alza una Coppa che mancava da 25 anni.

Si chiude in maniera trionfale un primo ciclo dell’Era De Laurentiis che ha coronato e certificato il traguardo di una crescita esponenziale sia tecnica che ambientale. Un solco ben delimitato tra quello che legittimamente si può definire il Rinascimento Napoletano e il nuovo panorama aperto da una Società che ha ridato al Napoli solidità strutturale, forza manageriale e appeal internazionale. Il Napoli è tra le big del calcio mondiale. E la storia continua...

 

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